
Quello che vedi influenza quello che puoi vedere e la tua salute. Se ti nutri quotidianamente di molte immagini “esterne” – quelle provenienti da telefoni, televisori, computer, cartelloni pubblicitari, negozi, ecc… – allora non solo rischi stress e depressione, ma anche un indebolimento della tua capacità immaginativa.
Se i tuoi occhi vedono troppe immagini, durante il giorno, il cervello, la salute e l’immaginazione ne risentono: perdi capacità di generare immagini proprie (in modo creativo), può comportarti un profondissimo stress e perfino la depressione, per qualcuno.
In che modo accade tutto ciò? Vediamo cosa ne dicono studi scientifici riportati su The Lancet e una ricerca fatta dalla Royal Society for Public Health nel Regno Unito…
Dimmi cosa guardi, ti dirò chi sei
I social network di tutto il mondo sono pieni di selfie. Lo studio della Royal Society for Public Health nel Regno Unito ha rivelato come, ad esempio, il continuo “postare” proprie immagini nel social network Instagram, sia alla base di stati depressivi, solitudine e bassa autostima, nelle giovani tra i 14 e i 24 anni.
Cosa accade esattamente? Difficile dirlo. Uno studio alla York University riporta che sia che la foto sia messa direttamente online, sia che venga prima modificata (e in qualche modo abbellita), questa causa, in chi l’ha messa online, una diminuzione di autostima. Come se ci fosse una vocina – mi sembra di poter dire – che fa: “Non sei mai abbastanza”, perché non si ottengono abbastanza like.
Siamo quello che vediamo
Chi posta le proprie foto online? Tutti. Anzi no, anche se il trend (dati Infotrend) non è buono: circa i 2/3 del pianeta sono muniti di telefono connesso ai social network, col quale mettiamo online più di 1200 miliardi di immagini ogni anno.
Se c’è una cosa che Internet ha reso possibile (lo dice benissimo anche Baricco in “The Game“) è che ci ha resi tutti protagonisti. Anzi, magari “attori”, perché il ruolo del protagonista poi va guadagnato a colpi di like.
Ma insomma, di certo tutti produciamo immagini.
Ognuno mette online la propria vita attraverso immagini e informazioni e in questo modo – senza nemmeno pensarci – condizioniamo la vita altrui: le immagini diventano simboli, idee a cui puntare.
E questo è grave. Come riportato nell’articolo “You are what you see” (tradotto in “Sei quello che vedi” – in fondo, il PDF con la traduzione in ITA):
Jude Kelly, ex direttore artistico del Southbank Centre di Londra, afferma che l’overload dell’immagine è simile al grooming:
“Se sei bombardato di immagini, anche se il tuo cervello dice: ‘Nessuno ha davvero quella forma di corpo’, le tue emozioni possono dire il contrario. Ci vuole un enorme sforzo per separare i due (punti di vista ndr)”
È da questi spunti che Marine Tanguy (amministratore delegato della MTArt) ha creato il suo discorso su TedX intitolato “Come le immagini dei social media influenzano la nostra mente”.
Qui sotto il video in ENG
Vista e Immaginazione
Già anni fa, dopo lo studio di “L’arte di Vedere” di Huxley, ho scritto qualcosa sulla relazione tra vista e Immaginazione. Certo era un articolo acerbo (era il 2013), ma la relazione è sempre più venuta consolidandosi.
Oggi mi sento di poter affermare che: più ti nutri di immagini esterne e più la tua capacità immaginativa si rinforza e si indebolisce.
Quello che si rinforza è “l’immaginario”, ovvero quello che tendenzialmente consideriamo come un “contenitore” di tutte le immagini che conosciamo. È utile averlo vasto, perché ci permette economia nell’uso delle immagini e, in parte (quando è chiamata in causa la fantasia), migliora la nostra creatività.
Ciò che, invece, si affievolisce, è la capacità ricettiva dell’Immaginazione (quella che preferisco – ne trovi più info qui): sei più rapido e capace di creare idee con le immagini che hai, ma sei meno capace di “ricevere idee” e immagini, pensieri che non siano già stati creati.
Parliamoci chiaramente: usare immagini che hai preso altrove, significa un po’ “pensare con la testa degli altri”, mentre usare l’Immaginazione significa riuscire a scavalcare i confini del pensiero “comune”, per andare oltre e scoprire cose nuove di te e dei mondi.
Ecco perché una dieta delle immagini è anche un avere cura della tua Immaginazione.
Per approfondire:
➠ Immaginazione (TAG)
➠ Tutti i tipi di Immaginazione (ARTICOLO)
➠ You are what you see (ARTICOLO CITATO)
➠ Sei quello che vedi (ARTICOLO CITATO TRADOTTO IN ITALIANO – pdf scaricabile)
➠ Instagram for young people’s mental health (STUDIO ORIGINALE su Royal Society for Public Health – ENG)
➠ Picture perfect (ALTRO ARTICOLO SUL TEMA – ENG)
➠ How social media visual affect our mind (TEDX CITATO – ENG)
➠ “The Game“, Baricco, Einaudi Editore (LIBRO)










Lascia un commento