
Si dice che la realtà è come un “velo” che nasconde le cose. E nascondere e disvelarsi è anche il movimento che fa la verità dei greci (aletheia). Che la verità sia, allora, un disvelamento di qualcosa di invisibile? Allora forse anche essere ad “immagine e somiglianza” del divino, significa mostrare qualcosa di altrimenti invisibile, come la verità.
La nostra cultura religiosa “ufficiale” tramanda che siamo fatti “ad immagine e somiglianza” del divino. Altre fonti – più orientali – tramandano di un illusorio “velo di Maya”, che copre e disvela la realtà.
Coprire e, al contempo, svelare è anche il significato dell’aletheia greca, ossia della “Verità”.
La questione dell’illusione, che rende tutto alla stregua di un sogno, rende il tema dell’Immaginazione, della fantasia (phantasma, anch’esso “illusorio”) e dell’approccio Immaginale, profondamente centrale in un cammino di ricerca della Verità e, quindi, anche nel cammino di comprensione dell’Anima.
Perché? Cosa lega Anima ed Immaginazione?












