
Dalla Legge di Attrazione di “The Secret” in poi, si è fatto un enorme parlare di immaginazione creatrice. Ma… cosa c’è di vero? Per realizzare obiettivi, desideri e pensieri, facciamo una camminata dall’antica tradizione Sufi fino alla scienza moderna.
Se immagini una realtà con nitidezza di dettaglio, allora si realizza. Nel periodo della New Age questo era vero perché lo sembrava e perché veniva raccontato da voci “autorevoli”, come in The Secret da Rhonda Byrne, ma adesso è necessario passare questa idea al setaccio della scienza, per vedere cosa ne viene fuori.
Ci sono molte ricerche sul tema, qui ricorderemo alcune delle osservazioni di Maxwell Maltz e la ricerca di Mark Murphy, compiuta su un campione di 4,182 lavoratori di 397 tra enti, organizzazioni ed aziende diverse, dove lo scopo era quello di scoprire se un lavoro immaginativo era utile per migliorare la percentuale di obiettivi realizzati.
Gli studi
Di Maxwell Maltz citerò solo alcune delle situazioni che lessi in “Psicocibernetica” anni fa. Maltz fu un chirurgo plastico che si accorse che, a volte, l’operazione non rispondeva alle richieste dei clienti solo per questioni “mentali”.
Facciamo un esempio: magari mi voglio operare al naso perché ce l’ho aquilino e lo voglio più semplice. Vengo operato e… dopo l’operazione continuo a vedermi come prima, nonostante il cambio fisico del naso.
Sembra incredibile, ma sono fatti che accaddero (e forse accadono) realmente.
Per saperne di più vennero anche organizzate, col supporto di una equipe di psicologi, delle occasioni in cui ai clienti non veniva detto se l’operazione avveniva veramente o no e in alcuni casi accadeva anche l’opposto: nonostante non ci fosse stata alcuna modifica fisica, le persone si vedevano diverse.
La tesi fu che: non vediamo quello che c’è, ma quello che pensiamo di vedere.
Insomma: in base a quelle che sono le idee, i concetti (e le convinzioni) e le immagini che abbiamo, così vediamo la realtà.
C’è uno studio del 2010 che va nella stessa direzione: “Seeing What We Know, Knowing What We See: Challenging the Limits of Visual Acuity“, ovvero: “Vedere ciò che sappiamo, sapere ciò che vediamo: sfidare i limiti dell’acuità visiva”.
Ma la ricerca più interessante è sicuramente quella condotta da Mark Murphy, su un campione di 4,182 lavoratori di 397 organizzazioni differenti e intitolata: “Are SMART Goals Dumb?”; dove è stato riscontrato che chi crea immagini degli obiettivi che vuole raggiungere, aumenta fino al 65% la sua possibilità di realizzarli.
“Non voglio dare alcuni cliché tipo: “se riesci a immaginarlo, puoi farlo”, perché si tratta di una semplificazione eccessiva. Diciamo invece che più riesci a immaginare un obiettivo, più intensamente sarà codificato nel tuo cervello e più si insinuerà nella tua vita e coscienza, rendendo così il raggiungimento di tale obiettivo una necessità virtuale.
“I don’t want to give some cliché like “if you can picture it, you can do it,” because that’s an oversimplification. Instead, let’s say that the more you can picture a goal, the more intensely it will be encoded in your brain and the more it will insinuate itself into your life and consciousness, thus making the achievement of that goal a virtual necessity”
– Mark Murphy su Forbes
Insomma: non sono solo chiacchiere metafisiche.
Immaginazione Creatrice
Una delle possibili etimologie del termine “immaginazione” è la “himma” della cultura Sufi, che significa “il potere creatore del cuore”.
Sul fatto che l’immaginazione sia il modo di pensare del cuore, come ricordava anche James Hillman, ho scritto già molti articoli (li trovi nella sezione sulla Filosofia del Cuore e seguendo il TAG Immaginazione).
Della forza creatrice dell’immaginazione, insomma, sappiamo da tempo, ma ora ci sono anche diversi studi e ricerche che tendono a dimostrare come la capacità immaginativa possa facilitare la realizzazione di idee, progetti, obiettivi.
Dal suo studio Mark Murphy dà anche degli accorgimenti per immaginare in modo efficace. Ecco su cosa puoi portare l’attenzione:
- dimensioni
Si dice che le dimensioni non contino, eppure sembra che nelle immaginazioni contino eccome: più sono grandi e meglio è. Probabilmente per motivi come: interattività ed emozionalità.
. - dettagli
Come in un sogno consapevole: più sai distinguere i dettagli, più l’immaginazione è ricca e più sarà affidabile la realizzazione. Se il tuo progetto, desiderio o sogno è grande, probabilmente è fatto di tanti pezzi, step da conseguire uno dopo l’altro, cose da fare e da imparare. Più la tua idea è concreta e dettagliata e più sarà reale.
. - background
Cosa accade in sottofondo? Nelle altre aree della tua vita, nelle zone circostanti a dove porti la tua attenzione in quell’immaginazione e nel mondo? Chi c’è lì con te, chi non c’è più? Osserva il background facendo attenzione ai dettagli.
. - emozioni
Naturalmente: quante e quali emozioni vivi in questa immaginazione? Ormai, se hai letto anche altri miei articoli sul tema, saprai bene che le emozioni (e in particolar modo l’Eros) sono il carburante del vedere immaginativo.
I suggerimenti che ci restano, quindi, alla fine di tutto questo sono principalmente tre:
- quando decidi di realizzare un obiettivo è meglio che lo scegli grande e coinvolgente;
- è sempre bene che ti informi con dettaglio su tutto il da farsi per poterlo realizzare;
- inizia a immaginarlo.
Per approfondire:
➠ Tutti i tipi di Immaginazione (ARTICOLO)
➠ Immaginazione (TAG)
➠ Filosofia del Cuore (TAG)
➠ Mark Murphy su Forbes (ARTICOLO ESTERNO – ENG)
➠ Are Smart Goals Dumb? (ARTICOLO ESTERNO – ENG)
➠ Seeing What We Know, Knowing What We See: Challenging the Limits of Visual Acuity (ARTICOLO ESTERNO – ENG)










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